
Oggi, mentre riflettevo su una sofferenza subita a causa della mia fede in Cristo, questo passo mi è tornato subito alla mente:
“Per fede Mosè…”
Sì, perché Mosè si trovò davanti a una scelta importante: godere della posizione privilegiata a corte come figlio della figlia del faraone con tutte le comodità, onori e ricchezze oppure identificarsi con il popolo di Dio, condividendo la loro sofferenza e umiliazione.
E lui scelse Dio.
Così anche noi, ogni giorno, abbiamo davanti una scelta. Gesù ci ha lasciato parole eterne e consolanti:
“Beati i poveri in spirito, perché di loro è il regno dei cieli… Beati i perseguitati per causa della giustizia, perché di essi è il regno dei cieli.”
Matteo 5:3,10
Queste parole non valgono solo per un momento nella nostra vita, ma sono una chiamata quotidiana. Gesù stesso ci ha detto:
“Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda ogni giorno la sua croce e mi segua.”
Luca 9:23
Rinunciare a se stessi significa dire “no” al nostro orgoglio, al desiderio di vendicarci quando siamo offesi, alla voglia di primeggiare o di essere riconosciuti. Significa passare sopra all’offesa, perdonare, non rispondere al male con il male, porgere l’altra guancia, amare i nemici. Significa vivere come chi è già morto a se stesso e è risorto con Cristo. Come disse Paolo:
“Sono stato crocifisso con Cristo: non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me.”
Galati 2:20

Mosè non fu l’unico a scegliere Dio.
La Bibbia è piena di uomini e donne che, per fede, hanno scelto l’opera di Dio:
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Abramo lasciò Ur dei Caldei per una terra che non conosceva, confidando nella promessa di Dio (Ebrei 11:8).
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Daniele preferì rischiare la vita piuttosto che smettere di pregare il suo Dio (Daniele 6).
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Anania, Misael e Azaria non piegarono le ginocchia alla statua d’oro e furono gettati nella fornace, ma Dio era con loro (Daniele 3).
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Pietro, Giovanni, Matteo e tanti altri lasciarono tutto per seguire Gesù.
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Mardocheo si rifiutò di piegarsi davanti al nemico di Dio.
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Giuseppe resistette alla tentazione in Egitto perché temeva il Signore.
Tutti questi hanno scelto la via stretta, quella che conduce alla vita.
E anche noi, oggi, dobbiamo scegliere.
Gesù ci ha detto:
“Non vi fate tesori sulla terra, dove la tignola e la ruggine consumano e dove i ladri scassinano e rubano; ma fatevi tesori in cielo… perché dov’è il tuo tesoro, lì sarà anche il tuo cuore.”
Matteo 6:19-21
Mosè fece esattamente questo.
Ritenne più prezioso essere vituperato per Cristo che godere per un breve tempo delle ricchezze e dei piaceri del peccato

Anche per noi questa è una grande consolazione:
le offese, le persecuzioni, le rinunce, tutto quello che soffriamo per il Signore, non è vano.
Avremo una ricompensa eterna.
E se oggi ti senti scoraggiato, se stai attraversando una prova, guarda a Mosè.
La Scrittura dice che era l’uomo più mansueto della terra (Numeri 12:3), eppure affrontò grandi difficoltà.
Il popolo lo contestava, mormorava, lo accusava… ma lui rimase fedele.
Scelse di servire Dio anche se si sentiva incapace, tanto che disse al Signore:
“Io non sono un uomo di parola facile…”
Esodo 4:10
Eppure Dio lo usò con potenza.
In Atti 7:25, leggiamo che:
“Egli pensava che i suoi fratelli avrebbero capito che Dio voleva salvarli per mezzo suo; ma essi non compresero.”
Mosè fu rifiutato, come spesso accade anche a chi serve Dio oggi.
Ma Dio non sbaglia mai. Chi si fida di Lui, anche se passa per il fuoco, non sarà mai abbandonato.

Anche noi, come Mosè, siamo chiamati a camminare guardando a Colui che è invisibile, mantenendo gli occhi fissi su Gesù, l’autore e compitore della nostra fede.
Non viviamo per le ricchezze di questo mondo, ma per una speranza incorruttibile.
E la nostra ricompensa sarà santa:
Stare per sempre con Gesù, nella Sua gloria.
E allora sentiremo quelle parole meravigliose, dette non per chi ha avuto successo secondo il mondo, ma per chi è stato fedele:
“Ben fatto, servo buono e fedele; sei stato fedele in poca cosa, ti costituirò sopra molte cose; entra nella gioia del tuo Signore.”
Matteo 25:21
Dio vi benedica.
Siate forti, restate fedeli. Guardate all’invisibile.
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