La forza della consacrazione: La vittoria nella resa a Dio

Passo di riferimento.
Dopo questo si innamorò di una donna della valle di Sorec, che si chiamava Dalila.
I príncipi dei *Filistei salirono da lei e le dissero:
«Tentalo, e vedi da dove viene quella sua gran forza, e come potremmo prevalere contro di lui per giungere a legarlo e a domarlo; e ti daremo ciascuno millecento *sicli d’argento».
Dalila dunque disse a Sansone: «Dimmi, ti prego, da dove viene la tua gran forza e in che modo ti si potrebbe legare per domarti».
Sansone le rispose: «Se mi si legasse con sette corde d’arco fresche, non ancora secche, io diventerei debole e sarei come un uomo qualsiasi».
Allora i príncipi dei Filistei le portarono sette corde d’arco fresche, non ancora secche e lei lo legò con esse.
C’era gente che stava in agguato, da lei, in una camera interna.
Lei gli disse: «Sansone, i Filistei ti sono addosso!» Egli ruppe le corde, come un filo di stoppa si rompe quando sente il fuoco.
Cosí il segreto della sua forza rimase sconosciuto.
Poi Dalila disse a Sansone: «Ecco, tu mi hai beffata e mi hai detto delle bugie; ora dimmi, ti prego, con che cosa ti si potrebbe legare».
Egli le rispose: «Se mi si legasse con funi nuove che non fossero ancora state adoperate, io diventerei debole e sarei come un uomo qualsiasi».
Dalila dunque prese delle funi nuove, lo legò e gli disse: «Sansone, i Filistei ti sono addosso!»
C’era gente in agguato nella camera interna.
Egli ruppe, come un filo, le funi che aveva alle braccia.
Dalila disse a Sansone: «Fino ad ora tu mi hai beffata e mi hai detto delle bugie; dimmi con che ti si potrebbe legare».
Egli le rispose: «Se tesserai le sette trecce del mio capo con il tuo telaio».
Lei le fissò al subbio, poi gli disse: «Sansone, i Filistei ti sono addosso!»
Ma egli si svegliò dal sonno e strappò via il subbio del telaio con l’ordito.
Lei gli disse: «Come fai a dirmi: “Ti amo”, mentre il tuo cuore non è con me?
Già tre volte mi hai beffata, e non mi hai detto da dove viene la tua gran forza».
La donna faceva ogni giorno pressione su di lui con le sue parole e lo tormentava.
Egli ne fu rattristato a morte e le aperse tutto il suo cuore e le disse: «Non è mai passato rasoio sulla mia testa, perché sono un nazireo, consacrato a Dio, dal seno di mia madre; se mi tagliassero i capelli, la mia forza se ne andrebbe, diventerei debole e sarei come un uomo qualsiasi».
Dalila, visto che egli le aveva aperto tutto il suo cuore, mandò a chiamare i príncipi dei Filistei e fece dire loro: «Venite su, questa volta, perché egli mi ha aperto tutto il suo cuore».
Allora i príncipi dei Filistei salirono da lei, e portarono con sé il denaro.
Lei lo fece addormentare sulle sue ginocchia, chiamò un uomo e gli fece tagliare le sette trecce della testa di Sansone; cosí giunse a domarlo; e la sua forza lo lasciò.
Allora lei gli disse: «Sansone, i Filistei ti sono addosso!»
Egli, svegliatosi dal sonno, disse: «Io ne uscirò come le altre volte, e mi libererò».
Ma non sapeva che il Signore si era ritirato da lui.
I Filistei lo presero e gli cavarono gli occhi; lo fecero scendere a Gaza e lo legarono con catene di bronzo.
Ed egli girava la *macina nella prigione.
Giudici 16:4-21
