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«Nella chiesa che era ad *Antiochia c’erano *profeti e *dottori:
*Barnaba, Simeone detto Niger, Lucio di *Cirene, Manaem, amico d’infanzia di *Erode il *tetrarca, e *Saulo.
Mentre celebravano il culto del Signore e digiunavano, lo Spirito Santo disse:
«Mettetemi da parte Barnaba e Saulo per l’opera alla quale li ho chiamati».
Allora, dopo aver digiunato, pregato e imposto loro le mani, li lasciarono partire.
Essi dunque, mandati dallo Spirito Santo, scesero a Seleucia#Seleucia, porto di Antiochia., e di là salparono verso Cipro.
Giunti a Salamina#Salamina, una delle principali città dell’isola, sulla costa orientale., annunziarono la Parola di Dio nelle *sinagoghe dei Giudei; e avevano con loro *Giovanni come aiutante.
📖 Atti degli Apostoli 13:1-5

Partendo dal passo di Atti degli Apostoli 13:2, troviamo una verità fondamentale:
è lo Spirito Santo che parla e dice di mettere da parte Barnaba e Saulo per l’opera alla quale li ha chiamati.
Le parole chiave sono proprio queste: “lo Spirito disse”.
La chiamata non nasce dall’uomo, non è frutto di iniziativa personale, ma è Dio che sceglie, prepara e manda.
Se guardiamo alla vita di Paolo, vediamo che in quel momento appare come pronto per essere inviato, ma dietro c’è stato un lungo tempo di preparazione.
Anni nascosti, lontani dai riflettori, in cui Dio ha lavorato nel suo cuore. Da questo comprendiamo che il Signore non manda subito, ma prima forma.
Il contesto in cui avviene questa chiamata è molto importante: la chiesa era in preghiera e digiuno.
Non c’era esibizione, non c’era protagonismo, ma ricerca sincera di Dio. Ed è proprio lì che lo Spirito parla. Dopo quella parola, la chiesa prega ancora, impone le mani e li manda.
C’è quindi un ordine: Dio chiama, la chiesa riconosce e conferma.
Questo parla profondamente anche ai nostri giorni.
Viviamo in un tempo in cui, anche attraverso i social, si può essere tentati di mettersi in mostra, di cercare visibilità o di promuovere sé stessi.
Non è un giudizio verso qualcuno, perché ognuno agisce secondo coscienza e molti desiderano sinceramente servire il Signore.
Tuttavia, la Scrittura ci indirizza verso un altro atteggiamento: non cercare di emergere, ma imparare a servire.
La Bibbia insegna che siamo membra di un unico corpo e che Dio ha stabilito un ordine. Come insegna Paolo, “come infatti il corpo è uno e ha molte membra, e tutte le membra del corpo, pur essendo molte, sono un solo corpo” (1 Corinzi 12:12), così anche noi siamo chiamati a vivere nell’unità, ognuno con il proprio ruolo.
Ma questo ordine non serve per esaltare qualcuno sopra gli altri.
Chi guida è chiamato a essere esempio, non a dominare.
La vera grandezza, secondo Dio, non è nel salire, ma nell’abbassarsi.
Infatti, come è scritto, il pastore non deve dominare con asprezza sul gregge, ma essere esempio, come insegna la Scrittura: “non come dominatori su quelli che vi sono affidati, ma essendo esempi del gregge” (1 Pietro 5:3).
Il modello perfetto è Gesù Cristo. Gesù non cercava la gloria umana, anzi spesso si ritirava, evitava l’esaltazione e viveva nell’umiltà.
In un momento molto forte, si cinge come un servo e lava i piedi ai discepoli, lasciando un esempio chiaro: chi vuole essere grande deve servire.
Allo stesso modo, in un’altra occasione, i discepoli discutevano tra loro su chi fosse il più grande, ma Gesù prese un bambino, lo pose in mezzo a loro e insegnò che chi si fa piccolo come un fanciullo è il più grande nel regno dei cieli (Matteo 18:1-4). Questo ci mostra ancora una volta che la grandezza, secondo Dio, è legata all’umiltà e non all’esaltazione.
C’è però una grande consolazione in tutto questo: anche quando gli uomini non vedono, lo Spirito vede.
Anche quando nessuno nota, Dio conosce, prepara e chiama.
Questo libera il credente dal bisogno di mettersi in evidenza.
Non serve farsi spazio, ma avere un cuore umile, con pensieri sobri, disposto a servire nel nascosto.
Il vero servizio non si limita a un pulpito o a una posizione visibile, ma si manifesta nella vita quotidiana:
nell’attenzione verso chi è dimenticato, nella compassione verso chi soffre, nel prendersi cura degli altri con sincerità.
Guardando tutta la Scrittura, vediamo che Dio prepara sempre prima di mandare.
Mosè, dopo aver tentato di agire da solo, passa anni nel deserto prima di essere mandato.
Allo stesso modo, anche la vita di Pietro ci insegna qualcosa di molto profondo.
Quando incontra il Signore, inizialmente mostra umiltà, dicendo di essere un peccatore.
Tuttavia, nel corso del tempo, emerge spesso la sua natura umana: il desiderio di mostrarsi forte, di esporsi, di dimostrare qualcosa in più degli altri.
Pietro parla, promette, si espone, ma arriva il momento della prova e rinnega Gesù.
Ed è proprio lì che avviene qualcosa di fondamentale: dopo quella caduta, Pietro piange amaramente. In quel momento muore a se stesso. Comprende che non può servire il Signore con le proprie forze. Quando poi viene ristabilito e riceve lo Spirito Santo, diventa un uomo trasformato.
Non c’è più il bisogno di mettersi in mostra, ma la consapevolezza che è Dio che opera. Questo ci insegna che il vero servizio nasce non dalla forza dell’uomo, ma dalla potenza dello Spirito.
Questo non significa che non si possa desiderare di servire il Signore.
La Bibbia insegna che ognuno ha il proprio dono e che lo Spirito distribuisce secondo la Sua volontà.
Il punto non è il desiderio di servire Dio, ma con quale cuore si desidera.
Non si tratta di cercare una posizione, ma di essere disponibili a servire.
Il messaggio finale è semplice ma profondo: non cercare di metterti in mostra, non avere un concetto troppo alto di te stesso, ma, come insegna Paolo, avere pensieri sobri, secondo la misura della fede che Dio ha assegnato a ciascuno (Romani 12:3), coltivando così un cuore umile e disposto a servire.
Spero che questa meditazione possa portarvi edificazione e benedizione. Che Dio vi benedica. 🙏
Questo articolo è una creazione originale di Radio Cristiana FHL. È fondamentale sottolineare che la riproduzione o l’utilizzo del suo contenuto, in qualsiasi forma, non è consentito senza il consenso esplicito di Radio Cristiana FHL (Cristomihasalvato@gmail.com). Ogni tentativo di modifica, distribuzione o vendita del testo è vietato. La pubblicazione di questo articolo è stata effettuata con il permesso dell’editore originale. Per scoprire ulteriori risorse e informazioni, vi invitiamo a visitare il nostro sito ufficiale: www.radiocristianafhl.com ©Radio Cristiana FHL
Scritto da: Abramo Spina
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