Riflessioni Bibliche

L’animo del buon Pastore

today14 Luglio 2025

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Passo di riferimento.

‘Ma Gesú, chiamatili a sé, disse: «Voi sapete che i príncipi delle nazioni le signoreggiano e che i grandi le sottomettono al loro dominio.
Ma non è cosí tra di voi: anzi, chiunque vorrà essere grande tra di voi, sarà vostro servitore; e chiunque tra di voi vorrà essere primo, sarà vostro servo;
appunto come il Figlio dell’uomo non è venuto per essere servito ma per servire e per dare la sua vita come prezzo di riscatto per molti».’

📖 Matteo 20:25-28


Riflessione.

In questi giorni avevo fortemente nel cuore le parole di Gesù:
“Il Figlio dell’uomo non è venuto per essere servito, ma per servire e per dare la sua vita come prezzo di riscatto per molti”
– Marco 10:45.

E mentre meditavo su questo verso, il mio cuore si è riempito di gratitudine, ma anche di consapevolezza.
Consapevolezza che oggi, più che mai, abbiamo bisogno di riscoprire l’animo del Buon Pastore.
Abbiamo bisogno di imparare da Lui cosa vuol dire amare, servire, guidare, perdonare.
Non solo chi ha una responsabilità, ma tutti: dal primo all’ultimo, dal più grande al più piccolo.

Tutti noi siamo chiamati a seguire le sue orme.
E non si tratta semplicemente di credere in Lui, ma di vivere come ha vissuto Lui.
Gesù non cercava i riflettori.
Non camminava tra la folla per essere ammirato, ma per toccare le persone e i loro cuori. Aveva una missione: servire, dare e amare.
E mentre lo faceva, trasformava le vite.

Gesù non ha mai respinto un cuore pentito, anzi, correva incontro a chi tornava con il cuore spezzato.
Come quel padre nella parabola, che non aspetta il figlio sulla soglia con le braccia incrociate, ma corre verso di lui, lo abbraccia, lo riveste e prepara una festa
– Luca 15:20–24.

Questo è l’animo del Buon Pastore: la gioia di un Padre che accoglie, non un Padre che giudica.

Gesù non è venuto per puntare il dito, ma per tendere la mano.
Di fronte alla donna sorpresa in adulterio, mentre tutti erano pronti a lapidarla, Lui si china, scrive per terra, guarda quella folla armata e dice:
“Chi di voi è senza peccato, scagli per primo la pietra contro di lei”
– Giovanni 8:7.

E poi, solo con lei, le dice:
“Neppure io ti condanno; va’ e non peccare più”
– Giovanni 8:11.

Attenzione! Il Signore non giustifica il peccato, ma la riabilita e salva questa donna.
E in quel gesto ci mostra tutta la Sua grazia, il Suo amore e il Suo perdono.

Il nostro Maestro ha parlato con forza contro la religiosità apparente di quel tempo, e parla ancora a noi in questa epoca.
Ha denunciato chi cercava i primi posti, chi voleva apparire spirituale ma dentro era vuoto.
Ha detto che sono come sepolcri imbiancati: belli fuori, ma dentro pieni di ossa morte
– Matteo 23:27.

Ha messo in guardia da chi “lega dei pesi difficili da portare e li mette sulle spalle della gente, ma loro non li vogliono muovere neppure con un dito”
– Matteo 23:4.

Gesù non sopporta l’ipocrisia, ma ama chi è vero, anche se ancora debole o inadatto.
Perché Dio non si compiace delle apparenze: Lui guarda il cuore.
Ricordate quel passo dove Samuele ricevette la parola da parte del Signore quando fu mandato per ungere il re d’Israele? Cosa disse il Signore?
“L’Eterno non considera ciò che colpisce lo sguardo dell’uomo. L’uomo guarda all’apparenza, ma il Signore guarda al cuore”
– 1 Samuele 16:7.

E quando Gesù guardava la folla, non vedeva solo volti: vedeva anime smarrite, pecore senza pastore. Il suo cuore si muoveva a compassione
– Matteo 9:36.

Lui non camminava in mezzo alla folla come un re da ammirare, ma come un pastore che cercava la pecora perduta
– Luca 15:4–7.

Gesù vedeva anche chi nessuno vedeva.
Trentotto anni… quell’uomo paralitico, dimenticato da tutti, seduto vicino a una vasca sperando in un miracolo, era visto da Lui
– Giovanni 5:5–6.

Gesù si avvicina, gli parla e lo guarisce. Perché il Buon Pastore non passa oltre. Lui si ferma, guarda, ascolta, tocca e guarisce.
E ancora oggi, Lui vede chi si sente dimenticato.

E poi, quanti di noi hanno rischiato di cadere nello spirito settario, nel pensiero che “solo chi è con noi è giusto”?
Ma Gesù insegnò ai suoi discepoli che chi agisce nel suo nome, anche se non è nel nostro gruppo, non è contro di Lui
– Luca 9:49–50.

Il Regno di Dio è più grande dei nostri confini logici.
Il Buon Pastore non divide, ma unisce.

E quando i discepoli iniziarono a discutere su chi fosse il più grande, Gesù li spiazzò completamente.
Non li sgridò soltanto, ma li mise di fronte a un bambino.
E disse:
“Chi accoglie questo piccolo nel mio nome, accoglie me… Chi è il più piccolo tra voi tutti, questi è grande”
– Luca 9:48.

Nel Regno di Dio, chi vuol essere il più grande deve essere il più piccolo.
Non essere servito, ma servire.
E allora aggiunse:
“Chi vorrà essere il primo tra voi sarà il servo di tutti”
– Marco 10:44.

Ma la lezione più profonda la diede con un asciugamano e una bacinella d’acqua.
Gesù, il Signore e Maestro, si inginocchia davanti ai suoi discepoli e lava loro i piedi
– Giovanni 13:4–5.

Fa il gesto dello schiavo, il lavoro più umile, e poi dice:
“Vi ho dato un esempio, affinché anche voi facciate come vi ho fatto io”
– Giovanni 13:15.

Questo è il cuore del nostro Salvatore: Lui, che aveva diritto a ogni onore, ha scelto l’umiliazione.
Lui, che poteva comandare, ha scelto di servire.
E ci ha insegnato che la vera grandezza è nel servire gli altri.

Perché Gesù è il Buon Pastore.
Quello che dà la sua vita per le pecore
– Giovanni 10:11.

Non è come il mercenario che scappa quando arriva il pericolo. Lui resta. Lui combatte. Lui protegge.
E sulla croce, anche mentre veniva inchiodato, perdonava:
“Padre, perdona loro, perché non sanno quello che fanno”
– Luca 23:34.

Anche nel dolore, amava. Anche nel rifiuto, continuava a servire.

Oggi più che mai abbiamo bisogno di questo cuore.
Abbiamo bisogno che la Chiesa somigli di nuovo al suo Maestro.
Abbiamo bisogno che i credenti camminino come Gesù ha camminato.
Che il nostro parlare, il nostro servire, il nostro perdonare rispecchi il cuore del Pastore delle anime nostre.

Dal primo all’ultimo.
Dal più visibile al più nascosto.
Dal più anziano al più giovane.
Oggi lo Spirito ci chiama a tornare alla semplicità di Cristo.
A lavarci gli uni gli altri i piedi.
A correre incontro a chi torna.
A non puntare il dito, ma ad aprire le braccia.
A non voler essere serviti, ma a servire.

Perché chi segue Gesù, non cammina per farsi vedere…
…cammina per assomigliargli.

Dio vi benedica.


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Scritto da: Abramo Spina

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